Saldatrice a stagno: utili info sui modelli e sulla saldatura

Saldatrice a stagnoSe ti interessa saperne di più sulla saldatrice a stagno riguardo l’utilizzo, le caratteristiche, i prezzi e i modelli, ebbene in questa pagina avrai tutte le informazioni che cerchi. Innanzitutto iniziamo col dire che il saldatore a stagno ha il compito di portare lo stagno da un iniziale stato solido allo stato di fusione. E fino a qui siamo sicuri di non averti rivelato alcun segreto inconfessabile, ma nei prossimi paragrafi avrai modo di conoscere molte altre informazioni. 

E prima di inoltrarci in tutti gli argomenti di questo sito, scopriamo qui in basso alcune interessanti offerte!

 

Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2019 16:26

Migliori saldatori a stagno

Sai già tutto sulla saldatura a stagno?
Vuoi subito scoprire quali sono i migliori saldatori a stagno?
Allora, in questo caso troverai interessanti i prossimi sotto-paragrafi dove consiglieremo quelli che reputiamo essere le migliori saldatrici a stagno.

Miglior saldatore a stagno portatile e multifunzione: Versatip 2000-6

Se necessiti di un saldatore che puoi sempre portare con te e che puoi utilizzare anche per altri piccoli interventi di manutenzione che non riguardano la saldatura, allora il Dremel 2000-6 fa proprio al caso tuo. Ben 6 punte intercambiabili che ci danno la possibilità di cambiarne il tipo di utilizzo per passare dalla saldatura al taglio di un filo di nylon, ad esempio. Inoltre, non è alimentato a corrente, basta il gas butano che puoi acquistare anche nei supermercati.
Interessato a questo prodotto? Allora clicca su Dremel 2000-6 Versatip e scopri prezzo e caratteristiche.

Miglior saldatore a stagno super accessoriato: Glunlun 17 in 1

Vuoi disporre fin da subito di tutto il necessario per iniziare a saldare? E non vuoi nemmeno spendere tanto?
E allora il kit ella Glunlun ti soddisferà in pieno. In dotazione, oltre al saldatore a stagno, avrai: 5 punte saldanti multiple, 2 pezzi di cavo elettrico, pompa dissaldante, pinzetta, filo di saldatura, taglierino per filo, supporto per saldatore con spugna di pulizia e borsello in poliuretano.
Tutto questo ad un prezzo davvero basso [come puoi vedere qui].

Migliore stazione saldante: Lafayette SDD-9

La stazione saldante a stagno (più avanti scopriremo le differenze tra le stazioni e i modelli portatili) che più ci ha convinto è la Holife. Modello dotato di pratico display digitale dove visualizzare i parametri di saldatura. Facile da usare per via dell’intuitivo pannello di controllo (per impostare la temperatura basta girare la manopola). Tra l’altro segnaliamo che raggiunge la temperatura di 300°C in soli 30 secondi.
Con la Holife puoi regolare la temperatura fino ad un massimo di 480° ma anche fino ad un minimo di 90° (molte altre stazioni invece hanno un limite minimo ben più alto).

Tra le sue funzioni citiamo il blocco (ferma la temperatura al valore desiderato) e la modalità Sospensione.
Spieghiamo meglio quest’ultima funzione. Se per 10 minuti non usi la saldatrice e hai impostato un campo di temperatura tra 90° e 250°, la stazione passa automaticamente al grado più basso. In modo da risparmiare sul consumo elettrico e in modo da prolungare la durata della saldatura.
la stazione Holife la consigliamo per usi hobbistici e semi-professionali e siamo certi che anche tu la apprezzerai parecchio.
Se vuoi scoprire le ulteriori caratteristiche, il prezzo e anche i pareri degli utilizzatori, clicca qui.

Stazione saldante a stagno o saldatore portatile a stagno?

Prima abbiamo dato alcuni consigli di acquisto e hai notato come ci siano due tipologie di saldatrici a stagno: le stazioni e i modelli portatili (chiamati anche penne o stilo).
Che differenza c’è tra le due tipologie?
Naturalmente la prima differenza ovvia è che le penne saldanti sono più piccole e più facili da potare con sé, mentre le stazioni sono modelli fissi da utilizzare magari nella propria officina.
La seconda differenza riguarda il campo di utilizzo: le penne saldanti vantano una potenza più bassa e di conseguenza sono adatte solo per usi hobbistici o al massimo semi-professionali. Le stazioni, oltre a raggiungere una potenza più elevata, dispongono di più vantaggi. Tra cui una regolazione della temperatura più semplice (con limiti massimi maggiori), l’interazione con un pratico display lcd, la possibilità di usufruire di funzioni utili come l’autospegnimento o la modalità sospensione per risparmiare sia nel consumo che nella saldatura.

Quindi, meglio una penna saldante o una stazione saldante?
Non c’è una tipologia migliore di un’altra. Il tutto varia in base alle necessità di ognuno. Se sei un hobbista che deve usare il saldatore a stagno per piccoli interventi “domestici”, allora consigliamo di acquistare le saldatrici a stagno a gas (non devono essere collegate elettricamente e quindi sono più comode da usare).
Se invece vuoi un prodotto che ti offra di più in termini di funzionalità e ti permetta di eseguire anche compiti professionali, allora meglio la stazione saldante. Tra le quali consigliamo la Weller T0056828699N [scoprila qui].

Saldatore a stagno: a cosa serve?

La saldatrice a stagno è per lo più usata per piccoli interventi di manutenzione, come magari saldare delle parti di un oggetto (basta pensare ai giocattoli). Magari hai comprato al tuo figlioletto una bella macchinina telecomandata ma purtroppo qualcosa al suo interno si è rotto. Un componente elettronico è obsoleto e bisogna ripararlo. Il saldatore a stagno serve proprio per collegare dei componenti elettronici tramite la saldatura di una lega metallica nel preciso punto di contatto tra il rame e il filo conduttore del componente (ovvero il cosiddetto reoforo).

Saldatura a stagno: le precauzioni

Naturalmente se non sei un esperto di elettronica o comunque non ne sai proprio nulla, conviene sempre informarsi con qualcuno più esperto o consultare delle guide, onde evitare di rovinare per sempre il giocattolo del tuo bambino. E dover quindi ricorrere a comprarne uno nuovo. Eh sì, perché mica lasceresti tuo figlio senza la sua adorata macchinina, no?
Bisogna fare attenzione non solo per il giocattolo, che al limite si può ricomprare, ma anche per noi stessi. Visto che la temperatura raggiunta nel processo di fusone è davvero molto alta.

La saldatrice a stagno usa una punta che a seconda dell’utilizzo può essere di materiale diverso. La precauzione principale prima di mettersi all’opera è sostanzialmente una: pulire la punta. Il processo di pulizia ovviamente cambia a secondo del materiale da cui è composta. Nel caso del rame ci sarà bisogno di una spazzola di ferro, se invece parliamo di componenti metallici, allora ci basterà un semplicissimo e comunissimo panno umido.

Ricorda sempre che il processo di saldatura non dovrà durare in eterno, ma meno tempo ci stai e meglio è. E non perché sia una gara a tempo con un uomo invisibile al tuo fianco, ma perché più tempo ci stai a saldare un determinato componente elettronico e più è probabile che lo danneggi. Ciò per via dell’alta temperatura con cui si lavora che porterà al surriscaldamento del pezzo provocando una rottura non più riparabile.

Come procedere alla saldatura a stagno?

Per effettuare la saldatura è necessario avvicinare il saldatore al componente o comunque a quella parte che hai deciso di saldare. Questo non deve avvenire per troppo tempo, ma solo per alcuni secondi, giusto il tempo di far sciogliere il filo di stagno che fluirà nella parte interessata.

Come faccio a capire di aver eseguito un buon lavoro?
A volte può capitare di aver esagerato con le dosi di stagno e ci accorgiamo di ciò dal colore. Se la superficie saldata è brillante e lucida, la saldatura è andata a buon fine. Se invece la superficie è coperta da granuli o comunque a prima vista è un po’ opaca, allora bisogna rifare la saldatura. Visto che lo stagno è già presente sulla riparazione, basterà avvicinare il saldatore e far fondere nuovamente lo stagno presente, avendo cura stavolta di non muovere le parti interessate.
All’inizio sarà normale sbagliare e magari abbondare con lo stagno, ma con l’esperienza riuscirai a dosarne bene le quantità per ottenere una saldatura perfetta.

Saldatori a stagno: le caratteristiche principali

Le caratteristiche principali di un saldatore a stagno, quali sono?
Iniziamo dalla potenza che varia tra i 15 W e i 30 W. (uso hobbistico) e i tra i 50 W e i 100 W (uso professionale). Mentre la temperatura può arrivare fino ai 500° C. Questo dipende anche dalla punta. Nel calcio se non c’hai la punta giusta, non la metti dentro e difficilmente vinci la partita. Lo stesso si può dire del saldatore a stagno, senza la punta non puoi vincere.
Ci sono diversi tipi di punte che si differenziano per la forma e le dimensioni. Più minuzioso sarà il lavoro che andremo a svolgere, più piccola dovrà essere la punta.

Saldatori a stagno: prezzi bassi in campo hobbistico!

Se opti per una stazione saldante a stagno professionale non puoi di certo aspettarti di spendere poco. Il prezzo è decisamente meno alla portata (come è giusto che sia) di quanto, invece, possa costare una stazione saldante hobbistica [come puoi constatare qui]. Costo ancora minore se si opta per una stilo a stagno [come puoi vedere qui].